mercoledì 22 maggio 2013

La schiacciata


Per sistema d’attacco intendiamo l’insieme delle strategie e dei movimenti che una squadra mette in atto per concludere in modo vincente un’azione. Queste scelte tattiche sono influenzate in modo determinante dalle capacità fisiche e tecniche degli atleti.
1) Preparazione e ricerca della palla

E’ tutto quello che precede la rincorsa.

Si tratta di posizionare il proprio corpo nella condizione ottimale in rapporto alla traiettoria della palla, al fine di poter effettuare la rincorsa più efficace. Riuscire a colpire la palla sfruttando al massimo l’accelerazione data da una buona rincorsa e la forza del colpo della mano è possibile unicamente se “partiamo” e “saltiamo” nell’istante giusto. Capire quando dobbiamo anticipare o ritardare il gesto è estremamente complicato e soltanto una buona capacità di lettura della traiettoria e tante ripetizioni ce lo permetteranno.

2) Rincorsa


E’ il momento in cui fa acquistare al corpo velocità orizzontale Questa velocità deve essere il più possibile elevata, ma non tale da provocare una perdita della coordinazione e del controllo posturale. La rincorsa comincia solitamente per uno schiacciatore con il movimento in avanti del piede destro con un passo breve e relativamente lento seguito da un passo più lungo e veloce e concluso da un balzo radente, lungo e velocissimo in cui il piede destro e sinistro arrivano in successione a terra con il sinistro leggermente più vanzato per ottenere un maggiore equilibrio. Rincorse effettuate in modo diverso (successione i nvertita dei passi) anche se non precludono l’esecuzione corretta del fondamentale ne limitano le possibilità in quanto risulta più difficoltoso variare la direzione del colpo d’attacco.


3) Stacco


E’ il movimento in cui l’accelerazione prodotta dalla rincorsa viene verticalizzata e trasformata in capacità di salto. Lo stacco migliore avviene quando si ha un anticipo dell’appoggio a terra del tallone. Il baricentro del corpo si trova in posizione arretrata e leggermente abbassata per poi essere proiettato verso l’alto nel movimento in cui il piede effettua la rullata, anche in seguito al contemporaneo slancio delle braccia da dietro verso l’avanti alto.


4) Fase aerea


Si identifica con il proseguimento dell’azione degli arti superiori che porta il corpo ad assumere una posizione arcuata, onde ottenere un prestiramento (addominali e pettorali soprattutto) e un conseguente maggior sviluppo di forza trasferibile sul pallone. Il movimento del braccio deve essere tale da consentire di colpire la palla nel punto più alto possibile; il braccio che non attacca si alza per primo in direzione della palla, quello che attacca effettua un caricamento per alto dietro.


5) Colpo sulla palla


Azione che la mano effettua al momento del contatto con il pallone e che può essere di vario genere:

a) Schiacciata: la mano agisce in modo da provocare un incremento di velocità mediante un’azione di “frusta” del polso. Le diverse posizioni con cui la mano impatta il pallone consentono di indirizzare lo stesso con varie angolazioni; si parla quindi di colpi “esterni” e di colpi “interni”.
b) Pallonetto : il colpo viene effettuato toccando la palla soltanto con le dita che sono leggermente aperte, un leggero movimento del polso consente alla palla di scavalcare il muro avversario.
c) Smorzata: si differenzia dalla schiacciata in quanto il movimento finale del braccio viene volontariamente rallentato, la palla viene colpita con meno forza; l’effetto è simile a quello di un pallonetto per quanto riguarda la traiettoria, ma è meno “leggibile”.
d) Contrasto : è un tipo molto particolare d’attacco, quasi al limite del regolamento; può rivelarsi utile nel caso in cui la palla sia particolarmente vicina al muro avversario e lo si effettua spingendo con forza la palla contro le mani del muro.

6) Ricaduta al suolo


Si tratta di renderla meno traumatica possibile. Questa dovrebbe avvenire su entrambi gli avampiedicontemporaneamente. In seguito l’azione ammortizzante viene completata grazie ad un leggero piegamento delle ginocchia.
La schiacciata

domenica 10 marzo 2013

Il Bagher


 il bagher è il fondamentale base della pallavolo.Il posizionamento delle braccia in avanti permette di far rimbalzare la palla e di mandarla ovunque si voglia: in qualunque parte del campo avversario o del proprio.
Il bagher è anche il fondamentale dal quale parte solitamente l’azione che si svolge nei nove metri di campo (servizio o battuta esclusa) al quale segue un palleggio e un attacco efficace. Più è preciso il bagher, più il palleggiatore avrà opzioni e schemi da seguire per far schiacciare i propri attaccanti, poiché è la posizione del regista a determinare le possibilità di gioco. Se un giocatore manda una palla quattro metri lontana da rete, il palleggiatore dovrà accontentarsi di giocare una palla alta e non potrà utilizzare la lunghezza della rete per eseguire schemi veloci con il centrale e l’opposto.
E’ un fondamentale detto “di ricezione” o “di difesa”, poiché permette di raccogliere palle basse che restano al di sotto della cinta del giocatore.

mercoledì 6 marzo 2013

Il palleggio



Lo Bianco
E’ uno dei fondamentali più importanti nella pallavolo, in quanto costituisce i due terzi di ogni azione. Viene definito palleggio il passaggio effettuato con le mani. Quando il passaggio viene indirizzato allo schiacciatore, viene chiamato alzata. A seconda che la palla venga inviata davanti, dietro o lateralmente al corpo abbiamo rispettivamente il palleggio avanti, il palleggio dietro e il palleggio laterale. In generale, il palleggio è uno dei fondamentali più importanti in quanto si impostano con esso quasi tutte le azioni d'attacco e di contrattacco. Di tutti i tipi di passaggi è il più facile, perché si esegue sopra alla testa permettendo attraverso le dita di controllare continuamente il pallone. A livello tecnico, il palleggio si effettua portando le mani sopra la fronte, in modo tale che i pollici e gli indici formino una figura simile ad un cuore rovesciato. Contemporaneamente il resto della mano avvolge la palla e gli arti inferiori in coordinazione delle braccia, flettendosi, danno, al rilascio del pallone, la forza desiderata. Ad un buon livello agonistico la maggior parte delle alzate è "in sospensione", vale a dire saltando senza toccare terra al momento del palleggio, questo al fine di velocizzare il gioco e spiazzare il muro avversario, ma anche perché il primo tocco risulta spesso troppo alto e vicino a rete per rimanere con i piedi a terra.

mercoledì 27 febbraio 2013

La storia della Pallavolo

William Morgan
William Morgan
I giochi con la palla risalgono al periodo greco e latino, anche se più antiche testimonianze si trovano addirittura nel periodo della Cina imperiale. In particolare, però, testimonianze di attività simili alla pallavolo sono state rilevate in Italia sin dal periodo medievale. Il merito di aver dato vita alla pallavolo moderna è, però, attribuibile al Professor William Morgan, insegnante di educazione fisica. Egli, presentatosi nell'inverno del 1895, ad una convention tra colleghi presso il college Ymca di Holyoke, Massachusetts, espose le caratteristiche del gioco di sua invenzione, ideato inizialmente per tenere in forma i giocatori di altre discipline.

Il Professore acquisì alcune regole prendendo spunto dal gioco del tennis, e altre le inventò. Ad esempio, al posto delle racchette era necessario utilizzare esclusivamente le mani e il numero dei tocchi poteva essere infinito. L'incontro, proprio come il tennis, si suddivideva in set, ed i giocatori per ogni squadra erano 5, disposti su un terreno di gioco di 18.30 x 10.62 metri. La rete era posta all'altezza di 1.98 metri dal suolo (6 piedi e sei pollici). Non esisteva un pallone adatto per questa disciplina ma la Spalding si offrì di realizzarne un prototipo, che è rimasto sostanzialmente identico fino ai giorni nostri.

Il giorno 6 febbraio 1896 Morgan diede la prima dimostrazione pubblica del gioco, che fu chiamato Mintonette, un gioco con la palla che veniva praticato nel 1700 dalla nobiltà francese. Questa disciplina sconvolgeva i canoni sportivi prima d'ora maggiormente apprezzati, privilegiando l'agilità, la prontezza di riflessi e la concentrazione rispetto alla pura forza fisica.
Inizialmente la Minonette non riscosse grande successo ma lentamente, diffondendosi all'interno degli istituti Ymca, in particolare Springfield, iniziò la sua ascesa verso il successo. Alfred Halstead, il Supervisor del College di Springfield, convinse Morgan a modificare il nome in "Volley-ball", tradotto poi in italiano come pallavolo. "Volley", in inglese, sta per colpo violento.